-Francesco Guccini, "Vorrei"-
lunedì 6 febbraio 2012
domenica 5 febbraio 2012
mercoledì 1 febbraio 2012
Danza dall'alto verso il basso.
Ti viene incontro.
Ti senti piccola guardandola alla luce di un lampione.
Silenzio.
Miliardi di fiocchi, uno diverso dall'altro, imperfetti e comunque sempre fedeli alla loro natura.
Immobile.
Scende in un secondo, turbinando, ricoprendo tutto.
Un attimo non c'è, l'attimo dopo è ovunque.
Neve.
Bianca, fredda, soffice, effimera, imperfetta nel singolo, perfetta nell'insieme.
La stai a guardare, incantata, accecata da tutto quel pallore.
Ti senti lei.
Stesso colore.
Vorresti stenderti e diventare tutt'uno con lei
Sparire nel bianco.
Ascolti e nulla.
Vero silenzio.
Non una macchina, non un sussurro, non dei passi scricchiolanti, non voci sguaiate.
Nulla.
Solo Neve che scende, che copre, che ci risparmia per qualche ora la fatica di affannarsi.
Solo lei ci fa fermare.
E' quasi come se ci avesse rinchiuso in una bolla insonorizzata e fredda.
E' quasi come se ci volesse illudere che questa notte non finirà mai, che non arriverà domani.
E' quasi come se ci volesse far sperare nell'impossibile e raccontare una favola in cui tutto finirà per il meglio.
Ma domani arriverà e questa notte finirà.
I problemi, i disagi, le urla, il lavoro, la vita tornerà prepotente e lei sarà solo Neve, non più speranza, illusione, benevola castellana di un'immaginaria bolla.
Domani arriverà lo stesso anche se non vuoi, ma solo per ora, solo per questa notte illudimi Neve, proteggimi, portami via da me stessa, nascondimi, fammi sperare che sia diverso, che tutto sia possibile e che solo tu sia reale.
Danza.
Silenzio.
Immobile.
Neve
Ti viene incontro.
Ti senti piccola guardandola alla luce di un lampione.
Silenzio.
Miliardi di fiocchi, uno diverso dall'altro, imperfetti e comunque sempre fedeli alla loro natura.
Immobile.
Scende in un secondo, turbinando, ricoprendo tutto.
Un attimo non c'è, l'attimo dopo è ovunque.
Neve.
Bianca, fredda, soffice, effimera, imperfetta nel singolo, perfetta nell'insieme.
La stai a guardare, incantata, accecata da tutto quel pallore.
Ti senti lei.
Stesso colore.
Vorresti stenderti e diventare tutt'uno con lei
Sparire nel bianco.
Ascolti e nulla.
Vero silenzio.
Non una macchina, non un sussurro, non dei passi scricchiolanti, non voci sguaiate.
Nulla.
Solo Neve che scende, che copre, che ci risparmia per qualche ora la fatica di affannarsi.
Solo lei ci fa fermare.
E' quasi come se ci avesse rinchiuso in una bolla insonorizzata e fredda.
E' quasi come se ci volesse illudere che questa notte non finirà mai, che non arriverà domani.
E' quasi come se ci volesse far sperare nell'impossibile e raccontare una favola in cui tutto finirà per il meglio.
Ma domani arriverà e questa notte finirà.
I problemi, i disagi, le urla, il lavoro, la vita tornerà prepotente e lei sarà solo Neve, non più speranza, illusione, benevola castellana di un'immaginaria bolla.
Domani arriverà lo stesso anche se non vuoi, ma solo per ora, solo per questa notte illudimi Neve, proteggimi, portami via da me stessa, nascondimi, fammi sperare che sia diverso, che tutto sia possibile e che solo tu sia reale.
Danza.
Silenzio.
Immobile.
Neve
venerdì 27 gennaio 2012
Se non posso nemmeno provare più a reggerti
nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi
lasciare che il tempo ora passi sopra di noi
rendermi immobile al flusso dei giorni
tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai
rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me ....
-Subsonica "Livido Amnicotico"-
nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi
lasciare che il tempo ora passi sopra di noi
rendermi immobile al flusso dei giorni
tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai
rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me ....
-Subsonica "Livido Amnicotico"-
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Lo vedi cambiare, in modo impercettibile, poi si ferma, il tuo sguardo si ferma, come cristallizzato in un fermo immagine.
Lui cambia e tu non lo noti, gli altri sì, ma per te non c'è nulla di diverso, anzi, non è abbastanza è troppo poco.
Sai chi eri, non sai cosa sei.
Cambia.
Si allarga e tu non lo vedi.
Si restringe e tu non lo vedi.
E' solo un corpo che non hai curato, che hai maltrattato, e adesso è troppo tardi.
Troppi difetti, troppe imperfezioni, troppe cose da cambiare.
Lui cambia, ma tu non lo vedi, non è mai abbastanza.
Vuoi di più.
Sono i tuoi occhi? Sono i loro?
Specchio specchio delle mie brame...
Gli specchi riflettono solo maschere...
Lo specchio dice la verità?
Io non vedo. Non mi vedo.
Non è abbastanza.
E' solo un corpo e io non so più com'è il mio!
Lui cambia e tu non lo noti, gli altri sì, ma per te non c'è nulla di diverso, anzi, non è abbastanza è troppo poco.
Sai chi eri, non sai cosa sei.
Cambia.
Si allarga e tu non lo vedi.
Si restringe e tu non lo vedi.
E' solo un corpo che non hai curato, che hai maltrattato, e adesso è troppo tardi.
Troppi difetti, troppe imperfezioni, troppe cose da cambiare.
Lui cambia, ma tu non lo vedi, non è mai abbastanza.
Vuoi di più.
Sono i tuoi occhi? Sono i loro?
Specchio specchio delle mie brame...
Gli specchi riflettono solo maschere...
Lo specchio dice la verità?
Io non vedo. Non mi vedo.
Non è abbastanza.
E' solo un corpo e io non so più com'è il mio!
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martedì 24 gennaio 2012
domenica 15 gennaio 2012
Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.
Credo che per credere, certi momenti, ti serva molta energia.
Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.
Credo che per credere, certi momenti, ti serva molta energia.
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lunedì 9 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
...Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
-Aurora Sogna, Subsonica-
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Subsonica
martedì 3 gennaio 2012
che indugi solo e pallido?
Di già appassite son le cipree del lago
e non cantan gli uccelli.
Che cosa ti tormenta, armato cavaliere,
cotanto affranto e così desolato,
riempito è già il granaio dello scoiattolo,
pronto è il raccolto.
Vedo sul tuo cimiero un bianco giglio,
umida angoscia, e del pianto la febbre
sulle tue gote, ove il color di rosa è scolorito
troppo rapidamente.
Una signora in quei prati incontrai,
lei, tutta la bellezza di figlia delle fate aveva,
chiome assai lunghe, e leggeri i suoi piedi,
ma selvaggi i suoi occhi.
Io feci una ghirlanda pel suo capo,
e pur bracciali, e odorosa cintura;
lei mi guardò com' avria fatto amore,
dolcemente gemette.
Io mi stetti con lei, sul mio cavallo
al passo, e nessun altro vidi in tutto il giorno;
seduta di traverso modulava
un canto delle fate.
Lei procurò per me grate radici,
vergine miele e rugiadosa manna,
e in linguaggio straniero poi mi disse:
- Io t'amo veramente.
Nella grotta degli elfi mi condusse,
e lì lei pianse, e sospirò in tristezza,
ma i suoi barbari occhi io tenni chiusi,
con quattro baci.
Ivi lei mi cullò, sino a dormire,
e lì sognai: sia maledetto l'ultimo sogno
fantasticato lì sul declivio
del freddo colle.
Vidi principi e re, pallidamente,
scialbi guerrieri smunti, color morte erano tutti
e gridavano a me: - La bella dama che non ha
compassione, t'ha reso schiavo!
Le lor livide labbra scorsi nella penombra,
che m'avvertivano: - L'ampia voragine orrendamente
s'apre! - Allora mi svegliai, e mi scopersi qui,
sopra il declivio del freddo colle.
Questo è accaduto perché qui rimasi
solo, senza uno scopo ad attardarmi,
pur se appassite fosser le cipree
e gli uccelli del lago non cantassero.
-La belle dame sans merci, Keats-
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Poesia
Luci, gente indifferente
vortica nel niente,
puoi sempre ridere.
E stare, non ci vuoi più stare,
forse vomitare
che in fondo è facile… che è sempre facile.
Mani, chiede le tue mani,
i tuoi discorsi strani
non gli interessano.
Mani, tra le gambe mani,
forse è già domani
o è un altro attimo.
GIORNI A PERDERE PER
NOTTI A FAR FINTA CHE SAI VIVERE
SCIOGLIERE SCORIE NEL VUOTO CHE C’È
SENZA GUARDARE MAI SOTTO DI TE.
GIORNI A PERDERE TE
GIORNI A PERDERE TE.
Fuori, scappi ed esci fuori,
fuori dai rumori
è notte limpida
di stelle, tra le insegne stelle,
di bambina stelle
indifferenti... e scoppi a piangere.
GIORNI A PERDERE PER
NOTTI A FAR FINTA DI VIVERE
SCIOGLIERE SCORIE NEL VUOTO CHE C’È
SENZA GUARDARE MAI SOTTO DI TE.
GIORNI A PERDERE TE
GIORNI A PERDERE TE
GIORNI A PERDERE TE...
vortica nel niente,
puoi sempre ridere.
E stare, non ci vuoi più stare,
forse vomitare
che in fondo è facile… che è sempre facile.
Mani, chiede le tue mani,
i tuoi discorsi strani
non gli interessano.
Mani, tra le gambe mani,
forse è già domani
o è un altro attimo.
GIORNI A PERDERE PER
NOTTI A FAR FINTA CHE SAI VIVERE
SCIOGLIERE SCORIE NEL VUOTO CHE C’È
SENZA GUARDARE MAI SOTTO DI TE.
GIORNI A PERDERE TE
GIORNI A PERDERE TE.
Fuori, scappi ed esci fuori,
fuori dai rumori
è notte limpida
di stelle, tra le insegne stelle,
di bambina stelle
indifferenti... e scoppi a piangere.
GIORNI A PERDERE PER
NOTTI A FAR FINTA DI VIVERE
SCIOGLIERE SCORIE NEL VUOTO CHE C’È
SENZA GUARDARE MAI SOTTO DI TE.
GIORNI A PERDERE TE
GIORNI A PERDERE TE
GIORNI A PERDERE TE...
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